The Gingerbread

 

◊ Per la pasta frolla:
350 g di farina
125 g di burro freddo
125 g di zucchero
2 tuorli
1 uovo intero
scorza di limone

◊ Per il ripieno (l'apparenza inganna):
150 g di fichi secchi (di cui, ebbene sì, mi importa)
80 g di cioccolato fondente
100 g di marmellata di fichi, fichissimi, strafichi

◊ Per la copertura (ve l'avevo detto di non fidarvi):
latte o albume
zucchero velato q.b.


Cominciate dalla pasta frolla. Non provate a ribellarvi.
Lavorate il burro e la farina fino a ottenere un composto sabbioso.
Dimenticate le spiagge, i sassi, i mojito in riva al mare, le palme e quel mese di agosto ormai distante anni luce: è autunno.
Autunno. Già lo sentimmo venire nella tromba d'aria che mi ha fatto volare l'ombrellone su un famiglione di pingui divoratori di pane e parmigiana strizzati in costumi succinti. Nelle piogge di settembre torrenziali e piangenti in cui ho lasciato finestre, finestrini e balconi spalancati.
Sappiate, infatti, che la disavventura domestica è il peggior nemico della poesia, dopodiché aggiungete lo zucchero, i tuorli, l'uovo intero e la scorza di limone.
Settembre, andiamo è tempo di darsi un tono mettendo un vinile nel giradischi. Play.
Nanananana nananana/Nananananana.

Questa è chi scrive mentre canta Autumn leaves con le mani in pasta. Nanananana/nananana.
Standard struggente come certi pomeriggi d'autunno e, insieme, dolce come i colori di questa mezza stagione che non esiste più, Autumn leaves, signora mia, è un tappeto di foglie arancioni che, nel giro di due accordi, ti fa sorridere e poi ti stende su Boulevard Saint Michel.
Sì, perché il brano nasce francofono: Les feullies mortes avrebbe detto, dietro il microfono anni Cinquanta, Yves Montand, giovanissimo e tristissimo, in "Parigi è sempre Parigi"; Les feullies mortes avrebbe sussurrato Juliette Gréco, idolo intramontabile per quel che riguarda la linea della frangetta e la geometria del maglione a collo alto.

Les feuilles mortes
, avrebbe scritto Jacques Prévert, cadono a mucchi come i ricordi e i rimpianti / e il vento del nord porta via tutto nella più fredda notte che dimentica.

Nanananana/Nanananana. Questa sono sempre io mentre impasto. E sospiro.
Nel frattempo, voi procedete con azioni triviali lavorando l'impasto fino a ottenere un composto omogeneo. Modellate una palla ispirandovi a voi stessi. Coprite il vostro autoritratto con la pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigo per mezz'ora.
Continuate la ricetta al mio posto, fatelo per me. Io non ce la faccio: lasciatemi piangere sulla pastafrolla. Sola e in un angolo. Sulla pastafrolla. Andate via. Nananana/Nanananana...

◊ Bevanda consigliata: un cordiale per me, grazie

 

*The Gingerbread Man, illustrazione di Gerald Rose.

VAI ALL'ARCHIVIO