Aspettando la cinquina

Mercoledì 14 giugno, dall’acquario tropicale di Casa Bellonci, si pescherà la cinquina finale di questa edizione del Premio Strega.
WestEgg ha letto i romanzi di due tra i candidati più interessanti. Queste, partendo da un punto di vista comparativo, le nostre considerazioni.

Leggendo Le cento vite di Nemesio di Marco Rossari (e/o) e La stanza profonda di Vanni Santoni (Laterza) non può sfuggire la loro eccentricità rispetto a tanta parte della nostra produzione narrativa di oggi e allo spazio editoriale, intendendo con ciò il mercato, le linee di ricerca e scouting, le “correnti” di appartenenza. Incuriosisce, il dato di tale eccentricità, tanto più se ricordiamo che Marco Rossari e Vanni Santoni sono, oltre che romanzieri, addetti ai lavori che conoscono bene i meccanismi dell’editoria. Non si tratta di due scrittori colti nella fase ombelicale della carriera, vale a dire il suo avvio, quando domina l’istintiva e veniale urgenza di dire soprattutto IO; né semplicemente di due scrittori smaliziati che decidono, con l’usuale combinazione di sincerità e mestiere, di raccontare qualcosa che possa garantirsi una facile penetrazione del mercato.

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